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2 settembre 2020

FALSI MITI SUL DISTURBO DA DEFICIT D’ATTENZIONE E IPERATTIVITÀ

È normale per i bambini dimenticare occasionalmente di fare i compiti, sognare ad occhi aperti mentre in classe il professore spiega, agire senza pensare o essere irrequieti a tavola mentre si mangia, ma inattenzione, impulsività, e iperattività sono la triade sintomatologica dell’ADHD, ovvero il disturbo da deficit d’attenzione e iperattività.

QUANDO È DAVVERO IL CASO DI PREOCCUPARSI?

L’ADHD è un disturbo neuropsicologico comune che, solitamente, ha esordio nella prima infanzia, prima dei sette anni.


L’ ADHD rende difficoltoso ai bambini inibire le loro risposte spontanee — risposte che possono essere intese come uno spettro ampio di comportamenti, dal movimento alla parola, all’attenzione. Tutti noi conosciamo bambini che fanno fatica a rimanere seduti, che sembrano non ascoltarci mai, che non seguono le indicazioni che diamo loro (non importa con
quanta attenzione, cura e chiarezza gliele abbiamo fornite), o che commentano in modo inappropriato certe situazioni e certe circostanze. A volte questi bambini vengono chiamati “combinaguai” o criticati per essere indisciplinati e pigri. La domanda che sorge spontanea a questo punto è: “ é il normale comportamento da bambini o è ADHD?”.


Potrebbe essere difficile distinguere fra un bambino un po’ vivace ed i segnali dell’ADHD se non li si conosce a fondo.
Se notiamo soltanto qualche comportamento fra questi che si presenta solo in alcune situazioni, probabilmente non si tratta di ADHD. Se, invece, il tuo bambino mostra gran parte dei segnali tipici dell’ADHD e questi sono presenti in ogni ambito della sua vita — a casa, a scuola, e nel tempo libero — sarebbe il caso di approfondire di piú la questione con uno specialista.


La vita con un bambino ADHD può essere frustrante e spesso i genitori riportano vissuti di impotenza e, a volte, di disperazione. Tuttavia, la buona notizia è che come genitore c’è molto che puoi fare per aiutare il tuo bambino a tenere sotto controllo i sintomi, vincere le piccole grandi sfide quotidiane e apportare calma e benessere alla tua famiglia.
Il primo step è conoscere l’ADHD. Infatti aleggiano troppi falsi miti su questo disturbo.


VEDIAMO DI SFATARNE ALCUNI: FALSI MITI SULL’ADHD

Mito: Tutti i bambini con ADHD sono iperattivi.
Falso: Alcuni bambini con ADHD sono iperattivi, ma molti altri che hanno una prevalenza del disturbo di tipo inattentivo, non lo sono. Infatti, i bambini a prevalenza inattentiva non solo non appaiono attivi, ma al contrario possono apparire con la testa fra le nuvole o demotivati.

Mito: I bambini con ADHD non possono mai prestare attenzione a qualcosa.
Falso: Spesso i bambini con ADHD riescono a prestare attenzione alle attività che per loro sono piacevoli. Tuttavia, non importa quanto faticosamente ci provino, hanno molta difficoltà a mantenere la concentrazione quando il compito è per loro noioso o ripetitivo.

Mito: I bambini con ADHD possono comportarsi meglio se si impegnano.
Falso: I bambini con ADHD possono dare il meglio di loro, ma avranno sempre molte difficoltà a stare seduti fermi, stare tranquilli, o prestare attenzione. Possono apparire disobbedienti, ma ciò non significa che lo stiano facendo di proposito.

Mito: Crescendo passerà.
Falso: L’ADHD spesso continua anche in età adulta, i sintomi di iperattività si attenuano molto, mentre la disattenzione permane. Quindi non aspettarti dal tuo bambino che prima o poi ne uscirà da solo. La terapia aiuterà il tuo bambino ad imparare a conoscere, gestire e minimizzare i sintomi.

Mito: I farmaci sono il miglior trattamento per l’ADHD.
Falso: I farmaci sono spesso prescritti per il deficit di attenzione e iperattività, ma non sempre sono necessari e non sempre sono l’opzione migliore. È importante valutare l’adozione del farmaco con il tuo Neuropsichiatra Infantile di riferimento, ma sappi che il trattamento piú efficace per l’ADHD è quello integrato. Cioè quello che include la terapia psicologica, il supporto scolastico, l’educatore domiciliare (ove necessario) ed il potenziamento delle funzioni neuropsicologiche.

È importante sapere che è possibile un significativo miglioramento della sintomatologia se specialisti, famiglia e scuola collaborano in sinergia per il benessere del bambino. Per alleviare il peso dei genitori potrebbero rivelarsi utili percorsi di sostegno alla genitorialità con uno psicologo o dei percorsi parent training che aiutano a gestire i momenti del disturbo in acuto in casa.

Dott.ssa Chiara Cucinotta – Psicologa
www.mammeamille.it

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